POMARANCE

Pomarance

Forza e bellezza di una terra selvaggia

Appartata, accogliente, autentica e, a suo modo, ineguagliabile. Questa è Pomarance, antico borgo etrusco e medievale, oggi capitale della geotermia.

Dominante su un colle, la cittadina, fulcro della Valdecina, svetta per il grandissimo patrimonio naturale: c’è Larderello, esempio di valorizzazione geotermica, con le imponenti torri di raffreddamento, ormai parte del paesaggio, e ci sono gli affioramenti naturali, dove il calore della terra, libero, dà forma al territorio.
Scenari straordinari, segnati da vapori e acque, boschi e borghi, sentieri e antiche vie, per perdersi e ritrovarsi in un viaggio tra cultura, natura e vita all’aria aperta, in cui lo sguardo, come d’incanto, si perde dalle selve al mare.

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Il territorio del comune di Pomarance è compreso tra le valli del Cecina e del Cornia.
La Rocca Sillana, recentemente ristrutturata e illuminata, domina gran parte del territorio ed è visibile da notevole distanza. Essa è uno degli esempi più significativi di architettura militare; l’architetto Giuliano da Sangallo la ristrutturò nel 1386 operando su una costruzione preesistente.
Il territorio è coperto da boschi e foreste di notevole importanza ambientale e paesaggistica.
Tra questi la rigogliosa foresta di Monterufoli costituita da una ricca vegetazione mediterranea che ospita molte specie animali tra cui daini, cervi e cinghiali.
La foresta, conosciuta fin dall’antichità per i suoi giacimenti di rame, magnesite, lignite e calcedonio, ha al suo interno la “Villa delle cento stanze” eretta sui resti di un antico castello medievale.

Pomarance vanta antiche origini. La Pieve del XII secolo, che al suo interno conserva pregevoli opere d’arte del Tamagni, del Cercignani e del Roncalli, gli edifici del centro ed i percorsi murari che in parte si sono conservati, testimoniano dell’importanza del castello nel medioevo.

In corrispondenza dello sviluppo industriale di Larderello, Pomarance ha vissuto nel secolo scorso il periodo di maggior splendore, testimoniato dai palazzi che si affacciano su via Roncalli (Palazzo De Larderel, Casa Museo Bicocchi, Palazzo Ricci) e da due raffinati teatri (De Larderel e Dei Coraggiosi).

Il paese di Libbiano arroccato su una collina è ciò che resta dell’abitato esterno a un castello medievale. Della rocca e della chiesa emergono pochi suggestivi ruderi nel punto più alto del paese da cui si gode un magnifico panorama.

Micciano situato su una collina a 470 m. s.l.m. è un piccolo borgo dominato dalla chiesa di S. Michele Arcangelo. Nel medioevo fu castello di una certa importanza, sede di una pieve romanica situata nella campagna a nord del paese, che risale almeno al 900 d.C. e mostra pregevoli tracce della sua originaria struttura.

Dell’antico castello Montegemoli conserva parte delle mura ed una torre cilindrica. La chiesa parrocchiale dedicata a S. Bartolomeo ha di recente recuperato la sua originaria veste romanica e conserva una notevole tavola trecentesca del pittore Francesco Neri da Volterra.

Anche Lustignano presenta ancora tracce dell’architettura medievale. La chiesa dedicata a S. Martino custodisce al suo interno un pregevole busto ligneo del santo.(sec. XIV).

Il borgo di Serrazzano, fondato dai longobardi, mostra tracce della sua fortificazione medievale. La chiesa, intitolata a S. Donato, (sec. XI) conserva belle volte a crociera trecentesche. Poco fuori le mura, l’oratorio di S. Antonio ha mantenuto la sua antichissima struttura premillenaria.

Centro mondiale della geotermia, Larderello offre al visitatore la possibilità di ricostruire la storia della produzione dell’acido borico e dello sfruttamento del vapore endogeno per la produzione di energia elettrica. Il Museo della Geotermia ospita materiale fotografico, plastici, strumenti e macchine usate nel passato.
Nel centro residenziale si trova la chiesa intitolata alla Madonna di Montenero progettata dall’architetto Giovanni Michelucci. Nelle vicinanze di Larderello si intravedono, incamerati in una casa colonica, gli elementi di una delle pievi più importanti della zona, la Pieve di S. Giovanni a Morba. Poco distante si trova quanto resta del complesso termale di Bagno a Morbo, le terme note fin dall’antichità furono molto frequentate nel Medioevo e nel Rinascimento.

Il paese di Montecerboli ha ancora intatto il suo nucleo più antico: il castello di struttura circolare con al centro la chiesa di S. Cerbone risalente al 1400. La moderna chiesa della Madonna delle Grazie ospita una tavola (proveniente da Pieve a Morba) del sec. XIII attribuita al pittore Coppo di Marcovaldo ed un Crocifisso della seconda metà del sec. XIV.

Da Montecerboli, procedendo in direzione Pomarance, si trovano le sorgenti termali del Bagno di S. Michele che, scoperte e sfruttate dai Romani, furono utilizzate fino alla fine del Settecento.
Sul colle soprastante si intravedono tra la vegetazione i ruderi di un convento di celestini.
San Dalmazio è un piccolo centro sorto sul sito di un antico monastero femminile circondato da torri e da mura di difesa. La Chiesa, ricordata già nel 1146 conserva al suo interno tele del Roncalli ed un tabernacolo in terracotta invetriata delle bottega dei Della Robbia. Poco oltre il borgo appaiono i suggestivi ruderi della Pieve di S. Giovanni Battista (sec. X), raro esempio di architettura romanico-normanna.

Festa della Luce

Teatro dei Coraggiosi

Teatro De Larderel

le mura

Porta alla Pieve

via Fornaci

Palazzo de Larderel

Palazzo de Larderel

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Pievi, chiese e castelli:
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Pieve di San Giovanni Battista a Sillano

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