TORRENTE PAVONE

   

Il torrente Pavone

inserito in un sito naturale di notevole importanza

Dalle indagini effettuate, questo torrente mostra una ottima qualità delle acque per gran parte del suo corso. E’ sicuramente uno dei più spettacolari della Toscana.
Nell’alto corso, in provincia di Siena, costeggia per un breve tratto la Riserva Naturale Cornate Fosini per poi proseguire fino alla confluenza col fiume Cecina, dove per alcune centinaia di metri segna il confine della Riserva Naturale di Berignone.

Percorrendo i sentieri tracciati lungo il suo corso, è possibile ammirare un alternanza di boschi, garighe su serpentina, prati-pascolo che accompagnano il visitatore fino a guadi in tratti di rara bellezza ed elevata naturalità; un guado è localizzato in prossimità della miniera di rame di Montecastelli.
Attualmente l’area della Valle del Pavone e Rocca Sillana è inclusa nell’omonimo Sito di Importanza Regionale.

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Per la cospicua presenza di elementi di notevole interesse storico-artistico, minerario e naturalistico oltre che per i suoi elevatissimi livelli di naturalità, la stretta gola del Torrente Pavone, un corso d’acqua davvero incontaminato ed incantato con grossi massi, raschi e tonfi cristallini, rappresenta indubbiamente uno degli ambienti più interessanti e suggestivi della Valdicecina, un quadro storico, ambientale e paesaggistico unico nel suo genere.

Geologia: Sotto l’aspetto geologico, la zona è dominata dall’affioramento di un estesa e spessa coltre di rocce ofiolitiche (serpentiniti e gabbri) alla quale, nel settore più meridionale, si sovrappongono direttamente potenti pareti di calcari arenacei pliocenici.

Flora, Fauna e vegetazione: Un ambiente come quello descritto non può che ospitare una molteplicità di specie animali e vegetali. Sotto il profilo vegetazionale si alternano boscaglie rupestri con specie sempreverdi mediterranee e numerose specie endemiche delle serpentine, garighe naturali su serpentina, macchie e boschi a dominanza di specie sempreverdi mediterranee, rimboschimenti di pino marittimo e in forma minore pino d’Aleppo e pino domestico, boschi misti di specie sempreverdi e caducifoglie, prati ed arbusteti che stanno ricolonizzando ex pascoli o ex coltivi. Da segnalare un ambiente fluviale pressoché integro caratterizzato da tipici saliceti di greto e ontaneti sulle rive. Tra le emergenze floristiche da rilevare negli impluvi rare piante di alloro, individui di tiglio selvatico. Numerose le specie erbacee rare: oltre a numerosi endemismi della flora serpentinicola toscana tra i quali spicca la felce Asplenium cuneifolium e varie orchidee.
L’area si presenta molto ricca di fauna ed in particolare di rapaci (biancone, gheppio, falco pecchiaiolo ecc.); il succiacapre (Caprimulgus europaeus), tipico uccello che depone le uova direttamente a terra.

Localizzazione
Scorre ad ovest di Castelnuovo Val di Cecina in direzione nord fino alla confluenza con il fiume Cecina, al margine della Riserva Naturale di Berignone

Comuni
Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina

Modalità di Fruizione
Percorso n.8 della Carta Escursionistica. Il percorso si svolge quasi interamente all’interno del Sito di Importanza Regionale Valle del Pavone e Rocca Sillana.
Possono essere percorsi anche solo alcuni tratti significativi dell’anello come ad esempio, dalla Pieve alla Rocca Sillana, da Montecastelli alle Miniere, da località Colombaia al torrente e altri.
L’itinerario prende avvio dai resti della Pieve di San Giovanni Battista a Silano (sec. X), singolare monumento religioso edificato impiegando il calcare arenaceo locale. Proseguendo, accompagnati da un paesaggio agrario straordinario, si giunge poi al cospetto della possente mole della Rocca Sillana (sec. X), un importante fortilizio edificato in superba posizione panoramica a guardia di un vastissimo territorio.
Oltrepassata la cinta esterna della Rocca e il caratteristico fossato difensivo, il percorso scende sul fondo della valle attraverso un suggestivo e panoramico sentiero che si snoda tra boscaglie rupestri, garighe naturali, macchie e boschi sempreverdi, per arrivare infine al fondo della valle. Guadato il torrente Pavone conduce in breve dinanzi ai ruderi della vecchia miniera di rame di Montecastelli.
Si risale così all’antico borgo di Montecastelli, caratterizzato dalla possente torre a base quadrata dei Pannocchieschi (sec. XII) e dalla pieve romanica dei SS.Giacomo e Filippo (sec. XIII) per poi ridiscendere nuovamente con suggestive panoramiche nella valle del Pavone e, guadato ancora una volta il torrente, ricongiungersi agli immediati dintorni della Pieve di San Giovanni da dove si può rientrare in brevissimo tempo al borgo di San Dalmazio.

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