ROCCA SILLANA

   

Un borgo fortificato in posizione dominante

con una vista che spazia a 360° su gran parte della Toscana

Fra i tanti monumenti e centri abitati che occupano le sommità delle colline della Valdicecina il castello di Rocca Sillana è uno dei più significativi ed era uno dei maggiori insediamenti della zona, aperto al pubblico da pochi anni.

Sorge isolato su un’altura impervia e circondata da una fitta boscaglia, ma in realtà è un sito ricco di storia, che fu densamente abitato durante il medioevo e che controllava un territorio molto vasto.

Secondo la tradizione, il nome di questo castello deriva da quello del generale romano Silla che assediò Volterra nell‘80 a. C. In realtà il nome di Rocca Sillana è piuttosto recente, essendo nota fino alla metà del Settecento con il nome di castello o rocca di Sillano, termine che è testimoniato per la prima volta in un documento del 945.

Invece è molto probabile che il termine sillano sia semplicemente una trasformazione di Silvanus “boscoso” e del resto nel medioevo questa era una zona molto ricca di boschi.

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LA STORIA

Il borgo di Sillano risale all’epoca etrusca, come testimoniano vari ritrovamenti archeologici. La prima notizia dell’insediamento di “Sillano” compare in un documento del X secolo del vescovo di Volterra mentre la prima menzione dell’insediamento fortificato si trova in un documento del 1067 relativo a una vendita di terreni. Probabilmente a questo periodo risale la torre di avvistamento, oggi inglobata nella rocca.
Nei secoli successivi la Rocca di “Sillano” subisce molteplici passaggi di proprietà.
Nel 1221 entra a far parte della giurisdizione di Volterra; nel XIV secolo diviene feudo della famiglia Petroni di Siena. Il 26 aprile 1386 la Rocca è occupata da Martino Magli da Casole d’Elsa e successivamente viene acquistata dalla Signoria di Firenze. L’11 novembre 1406 i Fiorentini, con la resa di Pisa, cedono il castello ad Andrea di messer Gherardo Gambacorti di Pisa, in ricompensa di servizi resi.
Da allora la fortezza resterà sempre sotto la giurisdizione di Firenze. A partire dal XVI secolo inizia la fase di decadenza. Una lettera del 1527 del Capitano di Volterra ai Fiorentini, rivela che la Rocca è ormai sfuggita a ogni controllo diventando rifugio per banditi e delinquenti.
Nella seconda metà del Settecento il borgo di Sillano passa alla Comunità di Montecastelli che successivamente, nel 1788, viene unificata con quella di Castelnuovo. Con una delibera del 9 luglio 1873 il Borgo di Sillano passa, attraverso un atto di permuta, dal comune di Castelnuovo a quello di Pomarance. Nel 1850 la rocca era abitata dalla famiglia Acciai che è costretta ad abbandonarla a causa delle continue ‘ruberie’. Alla fine degli anni ‘80 del 1900 la Rocca fu donata al Comune di Pomarance, dalla Famiglia Paladini.

LA ROCCA

Dalla Rocca la vista spazia a 360° a coprire buona parte del territorio toscano.
L’aspetto attuale è il risultato di molteplici interventi avvenuti nel corso dei secoli, per adeguare l’iniziale fortilizio (XI-XII secolo), all’evoluzione della tecnica militare, culminata nel XV secolo con l’introduzione delle armi da fuoco. A quel periodo risale la realizzazione dell’imponente cortina muraria, a pianta poligonale, dotata di torrette angolari.
Intorno alla Rocca si sviluppa il borgo fortificato, le cui mura conservano resti dei due ingressi principali: Porta Volterrana e Porta San Rocco, con numerosi resti di abitazioni nei pressi di Porta San Rocco.
L’interno della Rocca appare articolato in una possente torre di avvistamento (guardingo) e tre grandi corpi di fabbrica addossati alle mura che si affacciano su un cortile interno.
A sinistra dell’ingresso inglobata nel fabbricato a Nord (A) si erge la torre a pianta quadrata, l’edificio più antico dell’originario impianto medievale (XI-XII secolo). L’accesso alla torre avveniva attraverso una porta collocata sul lato Sud ma non rimangono tracce della scala. All’interno mensoloni angolari in pietra, supportavano i piani pavimentali in legno. Lo scavo all’interno della Torre, condotto negli anni ’80 dalla Soprintendenza Archeologica, ha riportato alla luce materiale ceramico, punte di freccia, frammenti di vetro e una spada, esposti in una sala della Mostra Permanente Guerrieri e Artigiani a Pomarance.
Una scalinata in pietra conduce nel fabbricato A, probabilmente riservato al capo della guarnigione, e dotato delle comodità indispensabili alla vita quotidiana. Ai lati dell’ingresso sono conservati gli alloggiamenti per le sbarre che la bloccavano dall’interno.
Nel fabbricato B, sono visibili alcune ‘feritoie per arciere’ e un ‘necessario’ riutilizzato come ‘armadio’. L’edificio è suddiviso in tre ambienti, collocati a diversi livelli che presentano ancora resti delle pavimentazioni originarie in cotto.
Il fabbricato C è solo parzialmente conservato per il crollo di gran parte della volta. Il grande ambiente, con volte a botte, era suddiviso in tre unità. Al suo interno, sono visibili i resti di un grande forno per alimenti, un’arciera, una nicchia con un condotto di scarico verso l’esterno e quanto rimane di un grande caminetto. Negli edifici B e C l’accesso ai piani superiori avveniva attraverso una scalinata a più rampe realizzata in parte in muratura e in parte in materiale deperibile. I piani superiori non si sono conservati.

Rocca Sillana

Rocca Sillana

Rocca Sillana

Rocca Sillana

Rocca Sillana

Rocca Sillana

Rocca Sillana

Rocca Sillana

Rocca Sillana

Un sentiero a Rocca Sillana

Rocca Sillana

Rocca Sillana

A piedi nel verde, intorno alla rocca

Atmosfere antiche

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