IL TEATRO ROMANO

   

La storia va in scena a Volterra

La città romana è davanti ai vostri occhi, grazie al teatro antico, uno dei più grandi e meglio conservati d’Italia

Il teatro romano della città di Volterra fu riportato in luce negli anni ’50 del secolo da Enrico Fiumi, storico volterrano. Risalente all’età imperiale, fu realizzato per volontà della ricca famiglia dei Caecina. La capienza del teatro doveva aggirarsi sui 3500 spettatori viste le sue dimensioni (diametro di 60 metri per 24 gradini), paragonabile ad altri teatri, simili per dimensioni, vi era anche un velarium, cioè un telo sostenuto da corde che copriva l’intera area per proteggere spettatori e artisti. Alla fine del III secolo A.C. venne abbandonato e sostituito da uno stabilimento termale.

L’evoluzione urbanistica e storica di Volterra

resa visibile dal complesso monumentale del teatro

Subito fuori l’attuale porta Fiorentina di Volterra, scavi condotti negli anni ’50 da Enrico Fiumi hanno messo in luce un edificio teatrale di età imperiale, uno dei più belli e meglio conservati d’Italia. In età medievale, nel XIII secolo, la costruzione è stata tagliata in due dalla cinta muraria urbana, che pose le sue fondazioni sulla parte superiore della cavea, inglobando l’area di accesso al teatro stesso, oggi non più visibile. Successiva alla edificazione del teatro è la costruzione di un vasto porticato (porticvs pone scaenam) (6) che assunse, nella sua redazione finale, pianta quadrangolare, con absidi su due lati. Attualmente l’area scoperta di questo quadriportico ingloba i resti di un complesso termale (7) di età tardo-antica, costruito dopo che il teatro era stato abbandonato, alla fine del III d.C..

Il Teatro è stato costruito per volontà di due personaggi della famiglia dei CAECINAE, Aulo Caecina Severo e Gaio Caecina Largo, consoli il primo nel I secolo a.C. e l’altro nel 42 d.C., ai tempi di Augusto e Tiberio. La cavea (2), ovvero lo spazio destinato agli spettatori, sfrutta, come nei teatri greci, il pendio naturale della collina ed è costituita da un doppio ordine di gradinate: la ima cavea, con dieci file di sedili di calcare di Pignano e la media cavea, con 9 file di sedili della stessa pietra. La cavea poteva contenere circa 1800/2000 spettatori.

Al di sopra della media cavea correva un corridoio anulare, la crypta (1), coperto da doppia volta rampante, che permetteva, attraverso undici porte, l’accesso alla cavea. Probabilmente esso sosteneva i gradini della summa cavea, di cui però non vi sono resti. Al centro della gradinata è l’orchestra (3), spazio originariamente destinato ai musici e al coro, che a Volterra era occupata dai posti per i personaggi più illustri della città. L’orchestra era limitata dal pulpitum, muretto rivestito di lastre marmoree, che insieme ad un altro muretto parallelo, formava il canale in cui veniva raccolto il sipario.

Sul secondo muro e su una risega alla base dei podii della scena poggiava il tavolato del proscenio (4). La fronte-scena (5) è stata trovata crollata ed è stato possibile recuperarne le parti e tentare una ricostruzione, con l’aiuto degli elementi superstiti. L’altezza totale della scaenae frons era di m 15,57.

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