FONTE DI DOCCIOLA

   

La Fonte di Docciola

Proprio di fronte alla porta omonima

Si accede alla fonte attraverso una scalinata di 251 scalini costruita nel 1933 o, per chi arriva, in auto dal parcheggio di Docciola posto proprio di fronte alla porta di Docciola all’esterno della cinta muraria medievale.  I volterrani chiamano tuttora questa strada Via delle scalette di Docciola.
Due archi a ogiva in pietra, costruiti nella prima metà del XIII secolo, sorreggono la copertura del lavatoio, che prende acqua da una bocca sulla destra, dalla quale viene alimentato anche un abbeveratoio, e da una bocca posta al centro del muro che si appoggia alla collina. Ai lati e al centro della facciata vi sono tre croci.

Sempre sulla facciata è murata un’epigrafe che ci informa quando e da chi è stata realizzata quest’opera.
Un canale, scavato nella pavimentazione dello spiazzo antistante, portava ad una bocca di spurgo che si apriva nelle mura; tramite essa l’acqua in eccesso usciva al di fuori della cinta alimentando un ulteriore bacino da cui si poteva attingere acqua anche quando la porta era chiusa o murata.

Un primo ricordo documentario è del 1224: in un capitolo degli statuti del Comune di Volterra di quell’anno si stabilisce di costruire una via che vada dalla fonte di Docciola fino al fiume Era, ma altri documenti dimostrano che, già prima del 1224, era presente una fonte in quel luogo.
Proprio di fronte alla Fonte si apre la vallato attraverso la porta di Docciola, inserita nella cinta muraria medievale pochi anni dopo la costruzione della fonte, che fu costruita insieme al tratto di mura che chiude la vallata, poco dopo il 1260.
La porta venne murata nel corso del XV secolo a causa del calo demografico della città che rendeva impossibile mantenere guardie a tutte le porte cittadine. Fu riaperta solo nella metà dell’Ottocento.

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