MONTECATINI VAL DI CECINA

Montecatini Val di Cecina

Un nobile borgo altero

La grande torre, le antiche mura, la tradizione guerresca: Montecatini nasce come castello, maniero e residenza di cavalieri venuti dal nord.
Nel tempo il borgo scopre la propria vocazione mineraria, già sicuramente sfruttata dagli etruschi, ma non perde il proprio nobile fascino, il profilo altero, che fanno di questo piccolo centro un vero incanto.

La chiesa, il Palazzo Pretorio, i chiassi e le piazze danno a Montecatini un’aria cittadina, sottolineando come la sua importanza sia sempre stata rilevante per il bellissimo territorio che lo abbraccia.

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Il paesaggio boscoso delle Colline Metallifere, con campi e pascoli punteggiati da borghi, antiche fattorie e case sparse, caratterizza il Comune di Montecatini Val di Cecina. Una terra da scoprire con calma, camminando tra i piccoli tesori dei paesi o assaporando la pace delle campagne. Il territorio, attraversato dal fiume Cecina, è ricco di luoghi di grande interesse naturalistico, come la Riserva Naturale di Monterufoli-Caselli. Lo stretto rapporto con l’ambiente rurale si esprime nelle tradizioni enogastronomiche, con piatti di selvaggina e prodotti locali. Importanti anche le produzioni di vini: parte del territorio fa parte del Consorzio DOC Montescudaio.

L’imponente Torre Belforti (XI sec.) segna il profilo del borgo che, tra vicoli e piazze, offre silenzio, panorami sconfinati e tracce di una storia che risale al 960, quando fu costruito il Castello di Montecatini, allora Castrum Montis Leonis. Con lo sviluppo delle attività minerarie, nei primi anni del Regno d’Italia, il paese visse un periodo di splendore economico e sociale. Cuore del paese antico, ai piedi della Torre, è la Piazza del Castello, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Biagio, eretta nel 1356 che ospita opere dei Della Robbia e di Guido Reni. A fianco il Palazzo Pretorio, edificio trecentesco, ora sede del Centro di Documentazione del Museo delle Miniere. Durante l’estate si susseguono feste paesane, spettacoli e iniziative culturali.

La miniera di rame più grande d’Europa
La fama di Montecatini è legata alle antiche miniere di rame di Caporciano, rimaste attive fino al 1907. Già gli etruschi estraevano il minerale per forgiare utensili e suppellettili. L’attività estrattiva fu la più importante d’Europa nel corso dell’Ottocento. Qui è nata e ha preso il nome la società Montecatini, una delle maggiori industrie europee, confluita poi nella Montedison. La storia è documentata nel Museo delle Miniere che – con il parco di archeologia industriale e il borgo minerario – offre a visitatori di ogni età l’occasione di un affascinante viaggio nelle viscere della terra fra pozzi e gallerie, per conoscere le tecnologie estrattive e le storie dei minatori. In estate, la Miniera diventa un seducente fondale di spettacoli e concerti.

Ponteginori:
Il paese, di recente costruzione, ha legato la sua storia a quella della Società Chimica Solvay, che sfrutta i banchi di salgemma della zona. Il nome deriva dal ponte che il conte Carlo Ginori fece costruire tra il 1831 e il 1835 sul fiume Cecina. Vi si trovano impianti sportivi e tutti i principali servizi. Ad agosto ospita una festa con gare sportive, gastronomia e balli.

Castello di Querceto:
Il Castello coperto d’edera è l’icona di questo delizioso borgo di poche case. Dopo il dominio volterrano, nel 1431 il Castello fu conquistato dalle truppe del Duca di Milano e nel 1447 da Alfonso Re D’Aragona e di Napoli. Nel 1472 il borgo passò sotto il dominio fiorentino. La signoria dei Marchesi Ginori–Lisci, tuttora proprietari del Castello, risale al 1543. La chiesa di San Giovanni Battista (XI sec.) è un esempio di arte romanica. Sul fondo del coro si ammira l’affresco di Luciano Guarnieri, con scene di vita agreste.

La Sassa:
Arroccata sullo sperone di un colle sulle valli dello Sterza e del Cecina, La Sassa è dominata dalla Torre (XII sec.), mastio dell’antica rocca. Nel 1208 passò sotto l’egemonia del Comune di Volterra e da allora fu contesa tra il Comune e il Vescovo volterrano. Poco contò che l’Imperatore Enrico VI, nel 1186, avesse assegnato il castello al Vescovo. Passeggiando nel borgo, merita una visita la Chiesa di San Martino. Interessante è il battistero di marmo rosa screziato. Il colle è una terrazza naturale sul mar Tirreno e l’arcipelago toscano. Secondo la leggenda, qui si rifugiò San Pietro in fuga dalle persecuzioni di Roma. Il Redentore, apparsogli per convincerlo a tornare indietro e accettare il martirio, lasciò le sue orme su un sasso, a testimonianza dell’accaduto.

Buriano:
Solido presidio della valle del Cecina, fu antico feudo dei Saracini di Pisa. Successivamente rimase legato a Volterra fino al 1929. Buriano è stato importante centro agricolo, sede di una grande fattoria, ora dismessa, di proprietà degli Incontri di Volterra e poi dei baroni di Rochefort.

Gello:
Mostra il fascino di un minuscolo borgo quasi deserto con poche case in pietra, una Chiesa e tracce di edifici più antichi. Di Gello si hanno notizie fin dal 754: vi era un castello che – nel 1479 – fu conquistato e distrutto da truppe senesi.

Casaglia:
Con l’antica Pieve di San Giovanni Battista, fu uno dei castelli compresi nel privilegio che Arrigo VI, nel 1186, accordò a Ildebrando Pannocchieschi. Il borgo presenta edifici di notevole interesse architettonico e urbanistico.

Miemo:
Borgo medievale con la Chiesa intitolata a Sant’Andrea, la fattoria, la bella villa residenziale e alcune abitazioni. Per la sua posizione sullo spartiacque tra le valli del Cecina e dell’Era, Miemo ha sempre rivestito notevole importanza strategica. A questo si devono le dispute per il suo possesso tra Pisa, Volterra e Firenze.

Mocajo:
Caratteristico insediamento sorto intorno alla seicentesca villa padronale dell’omonima fattoria. Ospita anche una chiesetta del XVIII secolo.

Parco eolico
È possibile visitarlo in autonomia o con visite guidate per scoprire una particolare produzione di energia rinnovabile e panorami mozzafiato. Ogni aerogeneratore fornisce l’elettricità per 1000 famiglie ogni anno.

le logge di Palazzo Pretorio

Palazzo Pretorio e Chiesa di San Biagio

Torre Belforti

evento “Flambé

ingresso miniera

miniera, Pozzo Alfredo

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